
30.08.2008. |

[TESTO] [IMMAGINI] [TRACCIATO]
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Il testo della missione 30 è attualmente in preparazione.. |
verso la Val FiouraneLa serie di immagini non si apre con quella della meta. Semplicemente per il fatto che mi son dimenticato di fargliene. Anzi, dimenticato no. Da sotto non capivo quale fosse, ecco. verso la Val FiouraneIo non sapevo che questa si chiamasse Val Fiourane. Pensavo bastasse dire "vallone Lauzanier". Oppure "vallone dove vanno un po' tutti". Oppure "vallone dove un po' tutti provano a dar da mangiare alle marmotte". verso la Val FiouraneUn giovane cowboy ci precede. La foto è un po' bruciata ma l'ho messa comunque perché non capita spesso di essere preceduti da un giovane cowboy. Vorrei comunque precisare che il cavallo non se l'è sentita di salire in cima. sentiero per il Passo LauzaniereIl posto è bello e curato quotidianamente da centinaia di pecore che brucano ogni filo d'erba, tutti alla stessa misura. Eccezionale. sentiero per il Passo LauzaniereDopo qualche incertezza nell'individuare la passerella indicata sulla guida, abbandoniamo l'autostrada per il Lago Lauzanier e puntiamo verso l'ignoto. Olly vede sentieri ovunque: una sola zolla smossa è già sentiero. sentiero per il Passo LauzaniereLa guida - sempre la solita - dice che questo posto è molto interessante geologicamente ed è pieno di fossili. Simone vorrebbe cercare i resti dei suoi avi, ma il tempo stringe. Cabane du Prayer, 2240 mUn grosso cane col collare con le punte tiene a bada un gregge. Non è mestiere facile qui, vista la presenza del lupo. Cabane du Prayer, 2240 mPer un attimo mi viene da pensare che quello del pastore sia il mestiere più bello del mondo. Però forse no, forse mi sbaglio. Cabane du Prayer, 2240 mOgni scorcio racconta l'antica presenza di un ghiacciaio. E intanto là in fondo c'è l'Enciastraia. verso il Passo LauzaniereUn morbido cuscino di muschio attutisce improvvisamente il passo. Siamo su quella che son solito chiamare "sagna", che non so se in italiano si chiami anche così. verso il Passo LauzaniereMi guardo alle spalle. C'è un corso d'acqua e nessun sentiero. Il corso d'acqua è - in realtà - il sentiero. verso il Passo LauzaniereQuesta pozza d'acqua molto fredda "rivela la presenza di un residuo di ghiacciaio fossile interrato". La tocco, ma non è così fredda. Però curioso, no? verso il Passo LauzaniereSe capissi qualcosa di geologia vi spiegherei che questi sono grossi blocchi di pietra arenaria. Anche senza essere geologo, invece, posso presentarvi il mio amico Olly. verso il Passo LauzaniereSimone oggi parla poco, è apatico. Sta sempre là davanti e ci fa cadere le pietre addosso, salvo poi dire che "si son mosse da sole". verso la cimaSimone sempre avanti, Olly sempre a chiudere, ed io che faccio la staffetta tra questi due personaggi. Testa Pè de Jun, 2720 mCosa si vede dalla cima? Toh, l'Oronaye. Se andiamo avanti di questo passo, dovrebbe essere abbordabile attorno al 2015. Testa Pè de Jun, 2720 mQuest'anno, dopo un maggio-giungo disastroso, il clima pare sorriderci sempre. Testa Pè de Jun, 2720 mOgni volta che arrivo in cima, sarà per le vertigini o forse per la carenza d'ossigeno, comunque mi vien da pensare che i miei compagni vogliano farmi qualcosa d'orribile, tipo gettarmi di sotto. Così li tengo d'occhio. Testa Pè de Jun, 2720 mHo il timore che si lancino sguardi d'intesa mentre non me ne accorgo. Che cerchino silenziosamente l'accordo sul momento migliore per la spintarella. Questo loro fan finta di nulla non promette niente di buono. Mai. Testa Pè de Jun, 2720 mDovendo tenerli d'occhio, non posso prestarlo [l'occhio] alla fotocamera. Così scatto a caso qua e là, e quello che viene, viene. E questa è venuta: si vede la cresta, che sarà la via del rientro. la discesa dalla cimaInizia la parte divertente, che credevo semplice e veloce. Tutt'altro, accidenti. la discesa dalla cimaIl cammino, segnato da esagoni verdi, passa esattamente sull'immaginaria linea di confine compiendo dei saliscendi spezza-gambe. la discesa dalla cimaSimone si ferma ad attenderci e guarda indietro. E' ben visibile la vetta su cui abbiamo appena piantato la bandierina, così come i Denti del Camoscio, le aguzze punte appena accarezzate. verso il Monte VentasusoAlle 4.30 del 23 giugno 1940 il 7° Alpini attaccò i Francesi dal Passo di Goretta. Stiamo camminando su un pezzo di storia. verso il Monte VentasusoScendendo e salendo arriviamo al Ventasuso, solo qualche metro più basso della Testa Pè de Jun. Monte Ventasuso, 2712 mResta ancora in piedi [non so per quanto] parte del ricovero militare del Ventasuso. la discesaPassato il Ventasuso, lo spartiacque si restringe e si fa di friabilissima ardesia grigia e rossa. la discesaQui ogni punta, ogni fenditura, ogni impercettibile colle ha un nome preciso. E' strano pensare che è stata la guerra, per le ovvie ragioni logistiche, a battezzare un po' tutto, sasso per sasso. la discesaNon so nulla di geologia, e si è detto. Ma sono un disastro anche per quanto riguarda la flora. il cippo dedicato a Beppino Nasetta, 2111 mGiuseppe Nasetta fu il primo caduto italiano sul fronte occidentale, nella seconda guerra mondiale. Fu ucciso proprio qui, Cima la Para, il 13 giugno 1940. Aveva ventiquattro anni. |
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